Fugacity

Size: 113 x 83 cm
Year: 2008
Charcoal, Oil and China ink on paper, pasted on canvas

E’ detto Fugacita’ quel criterio di equilibrio che individua la misura della tendenza al passaggio di stato di una sostanza. L’energia libera che ne attraversa la materia. Un corpo solido, ‘fugge’ incontro allo stato liquido, e lo oltrepassa mutando in sostanza aereiforme.  La Fugacita’ individua l’anelito alla trasformazione.
Se accettiamo la lettura junghiana del significato dei gorghi e degli oceani, dei secchi, delle fontane e di ogni forma acquatica nei nostri sogni e nelle nostre intuizioni fantastiche, esse alludono al Se’ profondo. In particolar modo, l’Inconscio Individuale e’ popolato di forme che si muovono fluide, per associazioni sciolte, nella profondita’ della nostra Psiche: qui e’ possibile incontrare talvolta le immagini archetipiche che popolano il cosiddetto Inconscio Collettivo.
Cosi’, per estensione, se nel liquido si ritrova il sogno, la memoria che scorre fluida, non e’ forse possibile definire solida, plastica, maggiormente tattile la nostra coscienza? E non potrebbero appartenere ad una dimensione aereiforme la Morte ed i Voli del Se’ ?
Questo quadro e’ dedicato a mia nonna, che ne e’ il soggetto e l’ispiratrice.

Fugacity is the balancing criteria identifying the depth of the tendency towards transition in the state of a substance.  Free energy passing through its matter. A solid body ‘flees’ towards the liquid state, goes beyond it, mutating into aerial matter. Fugacity identifies the longing for transformation.
If we accept Jung’s reading of the meaning of oceans and vortex, of tins, fountains and every form of water in our dreams and fantasy, they refer to our core self. Specifically, the Individual Unconscious is populated by free floating shapes, moving in the depth of our Psyche through unleashed associations: here it is possible to sometimes find the archetypical images populating the so called, in psychological terms, Collective Unconscious.
Thus by extension, if dream is rediscovered in fluid, free floating memory, imbued with childhood impressions and fantasies, wouldn’t it be possible to define our conscience as solid, plastic, mostly tactile? And couldn’t Death and the Flights of the Self belong to a much sublter, aerial, gaseous dimension?
This painting is dedicated to my grandmother, its subject and inspiration.